“Come vi piace” chiude la stagione 2012 del Globe Theatre
Dal 7 al 23 settembre sarà in scena al Silvano Toti Globe Theatre Rosalinda o Come vi piace, commedia che chiude la stagione 2012 del teatro immerso nel verde di Villa Borghese, per la regia di Marco Carniti.
Protagonista dell’opera è Rosalinda (Melania Giglio) una donna in fuga dagli intrighi e dai rancori della corte che decide di rifugiarsi nel mondo dell’immaginazione, dove lei e l’inseparabile cugina Celia (Pia Lanciotti) hanno immaginato di giocare fin dall’infanzia. Una fuga in cui l’amore e la natura sono le uniche forze capaci di unire gli uomini e sconfiggere l’odio. In scena anche Daniele Pecci nel ruolo di Orlando.
Come vi piace è al contempo una tragedia dove l’odio regna sovrano capace di trasformarsi in commedia sull’amore e sulla ricerca di se stessi, un percorso di conoscenza dell’ io interiore dove la follia e il sogno sono le uniche alternative alla rabbia e al dolore. La foresta di Arden diviene il luogo simbolo di una solitudine ricercata dove è possibile (ri)trovare se stessi dopo aver subito varie trasformazioni e luogo incantanto capace di unire ciò che un tempo era diviso. L’opera di Shakespeare è stata divisa dal regista in due atti, la prima parte è la tragedia dove la stanza-gabbia è simbolo di obblighi e regole imposte, quella corte sede di odio e di intrighi dove Rosalinda vive rinchiusa. Il secondo tempo, la commedia, vede gli attori muoversi all’interno di un foresta-labirinto di strisce di pvc, foresta in continuo movimento, astratta dove tutto è possibile. L’originale messa in scena unita alla bravura degli attori, su tutti Maelania Giglio/Rosalinda, che nei panni di Ganimede ricordan0 il duro Adriano Celentano protagonista di film come Er più – Storia d’amore e di coltello, Daniele Pecci, un convincente Orlando, Pia Lanciotti, leggiadra Celia, Gianluigi Fogacci, nei panni del malinconico Jacque e Patrizio Cigliano, il sofferente (e divertente) Silvio. Unico punto debole della commedia è stato il volerne fare uno spettacolo in musica, quasi un’opera rock. Nonostante le belle musiche di Arturo Annecchino, queste fanno si che lo spettacolo risulti frammentato in tanti piccoli atti e ne rallentano lo svolgimento. Interpretare Shakespeare è sempre una scommessa ardua da vincere, e Carniti l’ha vinta a metà.
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